Allemannsretten: il diritto di accesso alla natura
in Norvegia è scritto; in Dolomiti vive nelle crepe fra tre province
In breve. L’allemannsretten, «diritto di ognuno», è il diritto di libero accesso alla natura in vigore in Norvegia. È scritto nella legge sulla vita all’aperto del 28 giugno 1957 (friluftsloven, LOV-1957-06-28-16), che permette a chiunque di camminare, sciare, nuotare e piantare la tenda su terreno incolto senza chiedere permesso al proprietario, restando ad almeno 150 metri dalle case abitate e per non più di due notti nello stesso punto. È la base giuridica su cui poggia il friluftsliv, la filosofia norvegese della vita all’aria aperta. In Italia un diritto di questa portata non esiste, ed è questa assenza a rendere l’allemannsretten interessante anche per chi non metterà mai piede in Norvegia.
Cosa dice, esattamente
L’allemannsretten non è una consuetudine a cui i norvegesi sono affezionati. È legge dello Stato, e si può leggere. Quello che segue è citato dal testo della legge su Lovdata, la banca dati giuridica ufficiale norvegese. Ecco a cosa serve, secondo la legge stessa:
Formålet med denne loven er å verne friluftslivets naturgrunnlag og sikre almenhetens rett til ferdsel, opphold m.v. i naturen, slik at muligheten til å utøve friluftsliv som en helsefremmende, trivselskapende og miljøvennlig fritidsaktivitet bevares og fremmes.
Scopo di questa legge è tutelare le basi naturali del friluftsliv e garantire il diritto della collettività al transito, alla sosta e simili nella natura, così che la possibilità di praticare il friluftsliv come attività del tempo libero che promuove la salute, crea benessere ed è rispettosa dell’ambiente sia preservata e promossa.
È il § 1, per intero. Vale la pena notare che la legge nomina il friluftsliv esplicitamente, e lo nomina per primo: il diritto esiste perché la vita all’aria aperta abbia un posto dove accadere. E vale la pena notare che è la legge stessa a definire il friluftsliv helsefremmende, che promuove la salute: un’affermazione più forte di quanto la ricerca sulla salute al momento sostenga.
Il diritto di transito è una frase sola, il § 2:
I utmark kan enhver ferdes til fots hele året, når det skjer hensynsfullt og med tilbørlig varsomhet.
Su terreno incolto chiunque può transitare a piedi tutto l’anno, purché lo faccia con riguardo e con la dovuta prudenza.
Il peso sta in due parole. Enhver, chiunque: non i cittadini, non i soci, non chi ha un permesso, non i norvegesi. E hele året, tutto l’anno: il diritto non ha una stagione, ed è per questo che in Norvegia nessuno considera l’inverno il periodo in cui la natura chiude.
I due numeri
Il campeggio è il § 9, ed è il punto in cui il diritto diventa abbastanza preciso da impararlo a memoria:
Telt må ikke settes opp så nær bebodd hus (hytte) at det forstyrrer beboernes fred og i hvert fall ikke nærmere enn 150 meter.
La tenda non deve essere piantata così vicino a una casa abitata (baita) da disturbare la quiete di chi ci abita, e in ogni caso non più vicino di 150 metri.
Telting eller annet opphold er ikke tillatt i mer enn 2 døgn om gangen uten eierens eller brukerens samtykke.
Il campeggio o altra sosta non è consentito per più di 2 giorni per volta senza il consenso del proprietario o dell’utilizzatore.
Centocinquanta metri e due notti. È tutto qui. Un diritto che una persona può portarsi in testa è un diritto che userà davvero, ed è la parte che faccio più fatica a spiegare agli amici italiani: non c’è un permesso, non c’è un’app, non c’è un sito del comune da controllare prima.
Dove non arriva
Il diritto vale sull’utmark, non ovunque. La cosa interessante è che il § 1a definisce prima il termine opposto, e poi definisce l’utmark come tutto il resto:
Som innmark eller like med innmark reknes i denne lov gårdsplass, hustomt, dyrket mark, engslått og kulturbeite samt liknende område hvor almenhetens ferdsel vil være til utilbørlig fortrengsel for eier eller bruker.
Sono considerati innmark o equivalenti, ai fini di questa legge, l’aia, il lotto edificato, il terreno coltivato, il prato da sfalcio e il pascolo coltivato, oltre alle aree simili in cui il transito della collettività costituirebbe un ostacolo indebito per il proprietario o l’utilizzatore.
Med utmark mener denne lov udyrket mark som etter foregående ledd ikke reknes like med innmark.
Per utmark questa legge intende il terreno non coltivato che, secondo il comma precedente, non è equiparato all’innmark.
La direzione conta. La legge non elenca i posti dove si può andare. Elenca quelli dove non si può, e ti consegna tutto il resto. E il criterio finale non è l’aspetto del terreno ma se la tua presenza costituirebbe un utilbørlig fortrengsel, un ostacolo indebito, per chi possiede o lavora quella terra. Il dovere è dentro la definizione stessa del diritto.
Perché conta anche in Italia: l’assenza
Qui sta il punto che rende l’allemannsretten qualcosa di più di una curiosità scandinava. In Italia un diritto di accesso alla natura di questa portata non esiste. Il pernottamento all’aperto non è regolato da una legge nazionale chiara ma da un mosaico di norme regionali e provinciali che spesso si contraddicono fra loro.
Lo so bene, perché vivo dove quel mosaico è più fitto. Tre amministrazioni, Trentino, Alto Adige e Veneto, scrivono tre regole diverse sullo stesso gesto. Il confine fra Trentino e Alto Adige passa proprio sul Passo Sella, e lo stesso materassino spostato di qualche metro oltre il passo cambia provincia, teoria giuridica e tariffario delle multe.
È l’esatto opposto della chiarezza norvegese. In Norvegia la libertà è scritta, uguale per tutti, con due numeri semplici da ricordare. In Italia la stessa libertà, quando c’è, va cercata nelle crepe fra normative che non si parlano.
Questo è anche il motivo per cui il friluftsliv, importato in Italia, resta più una filosofia da adattare che una pratica da trapiantare così com’è: la parte spirituale attraversa le frontiere, la parte giuridica no. Il friluftsliv norvegese cammina su un diritto che, alla frontiera, resta a casa.
Domande che mi fanno
Cosa significa allemannsretten?
Letteralmente «il diritto di ognuno». È il diritto norvegese di libero accesso alla natura, fissato nella legge sulla vita all’aperto del 1957. Il § 2 lo concede a enhver, chiunque, a piedi, tutto l’anno, su terreno incolto, senza il permesso del proprietario.
Da quando esiste?
La legge porta la data del 28 giugno 1957 e il riferimento LOV-1957-06-28-16. La consuetudine che ha codificato è molto più antica: il 1957 è l’anno in cui la Norvegia l’ha messa per iscritto e resa esigibile.
Posso piantare la tenda ovunque in Norvegia?
Su terreno incolto sì. Il § 9 pone due limiti: almeno 150 metri da una casa o baita abitata, e non più di due giorni nello stesso punto senza il consenso del proprietario. Terreni coltivati, lotti edificati, aie e prati da sfalcio sono esclusi dal § 1a.
Vale anche per la bici e il cavallo?
Non alle stesse condizioni. La frase citata sopra è solo il primo comma del § 2. Il secondo estende il diritto a cavalli da sella e da soma, slitte e biciclette, ma restringe il dove:
Det samme gjelder ferdsel med ride- eller kløvhest, kjelke, tråsykkel eller liknende på veg eller sti i utmark og over alt i utmark på fjellet, såfremt ikke kommunen med samtykke av eieren eller brukeren har forbudt slik ferdsel på nærmere angitte strekninger.
Lo stesso vale per il transito con cavallo da sella o da soma, slitta, bicicletta o simili su strada o sentiero in terreno incolto, e ovunque in terreno incolto in montagna, purché il comune non abbia vietato tale transito, con il consenso del proprietario o dell’utilizzatore, su tratti determinati.
Quindi: a piedi, ovunque nell’utmark. In bici o a cavallo, strade e sentieri nell’utmark, e poi ovunque una volta in montagna, salvo tratti chiusi da un comune.
Esiste un allemannsretten italiano?
No. In Italia non c’è un diritto di accesso e pernottamento all’aperto di portata paragonabile: la materia è regolata a livello regionale e provinciale, e in Dolomiti tre amministrazioni provinciali la regolano in modo diverso nel giro di pochi chilometri.
Che rapporto ha con il friluftsliv?
L’allemannsretten è la base giuridica che rende possibile il friluftsliv, e la legge lo dice da sé: il § 1 pone come scopo proprio la tutela delle basi naturali del friluftsliv. Senza un diritto diffuso di accesso alla natura, una cultura della vita all’aria aperta per tutti sarebbe molto più difficile da sostenere.
Vedi anche: cos’è l’outdoor education, e perché in Italia la parola descrive quasi solo i bambini.
Fonti
Per approfondire
Nessuno dei due è la legge, e dove divergono dal testo, vale il testo.