Cos'è l'outdoor education (e dove finisce il bosco)
la scuola più vecchia del mondo non ha un tetto
In breve. Outdoor education (educazione all’aperto) è l’insieme dei metodi che fanno imparare le persone fuori, in un ambiente naturale, invece che tra quattro mura. In Italia se ne parla quasi sempre al singolare e al diminutivo: l’asilo nel bosco, per bambini fra i due e i cinque anni e mezzo. È una tradizione di origine danese, arrivata da noi nel 2014. Ma l’outdoor education non finisce con l’infanzia, e la parola che descrive la versione adulta, per tutta la vita, non è italiana: è norvegese, ed è friluftsliv.
Cosa significa “outdoor education”
L’espressione inglese outdoor education raccoglie un ventaglio di approcci accomunati da una cosa sola: l’apprendimento avviene all’aperto, in modo attivo e pratico, in un contesto naturale. Non è una gita né un’ora di educazione fisica spostata nel cortile; è l’idea che certe competenze (motorie, cognitive, relazionali, di valutazione del rischio) si sviluppino meglio fuori che dentro.
In italiano la si traduce con educazione all’aperto o educazione in natura, e nella scuola dell’infanzia con la formula più nota: asilo nel bosco.
Da dove viene: la pedagogia del bosco
La pedagogia che sostiene l’asilo nel bosco viene dal Nord Europa, dove le esperienze di scuola nel bosco hanno, come scrive l’Asilo nel Bosco di Ostia Antica, «oltre 50 anni» di storia alle spalle.
In Italia arriva tardi, e il primo è documentato con precisione. Il progetto parte nel settembre 2014 dalla collaborazione fra l’associazione Manes e la scuola dell’infanzia «L’Emilio» di Acilia, e dopo un anno di sperimentazione si sposta nella campagna di Ostia Antica, fra il Tevere e l’area archeologica. È il primo del suo genere nato in Italia, e ha fatto da apripista a molti progetti simili. La pedagogista Sandra Chistolini, dell’Università Roma Tre, ne ha fatto un caso di studio accademico già nel 2015.
Il coordinamento nazionale arriva dopo. Il Comitato per l’educazione in natura nasce, per sua stessa ricostruzione, «il 14 gennaio 2017 a Novara, durante il 4° Raduno Nazionale, da parte di 15 membri fondatori», con l’intento fra gli altri di «sviluppare un percorso di individuazione dei principi, dei valori e delle pratiche educative che rispecchiano un concetto comune e coerente di educazione in natura».
Perché in Italia “outdoor education” vuol dire quasi sempre “bambini”
Se cerchi outdoor education in italiano, quasi tutto quello che trovi parla di infanzia: asili nel bosco, scuole primarie, benefici per i più piccoli. Non è un caso. È lì che il movimento è entrato per primo, ed è lì che ha le sue associazioni, i suoi convegni, la sua pagina di Wikipedia.
Il risultato è una parola dimezzata. In Italia educazione all’aperto è diventata, nell’uso comune, una cosa che si fa ai bambini e poi si smette. Manca l’altra metà: l’idea che stare e imparare all’aperto sia una pratica adulta, per tutta la vita, non una fase pedagogica ma un modo di stare al mondo.
Dove finisce il bosco dei bambini: il friluftsliv
Quella metà mancante, in Norvegia, ha un nome preciso: friluftsliv, letteralmente “vita all’aria libera”. Non è pedagogia per l’infanzia: è uno stile di vita adulto, senza limiti d’età, che in Norvegia è tanto una materia universitaria quanto un’abitudine del fine settimana. Lì quella libertà è persino scritta nella legge: si chiama allemannsretten, il diritto di accesso alla natura, un diritto che in Italia non ha equivalente. La parola sta entrando anche in italiano; la Treccani l’ha registrata come neologismo nel 2023 (Treccani). Ma non ha ancora un radicamento paragonabile a quello dell’asilo nel bosco.
La differenza non è una sottigliezza. L’asilo nel bosco (danese, per bambini) e il friluftsliv (norvegese, per tutta la vita) sono due risposte diverse alla stessa intuizione, quella per cui si impara e si sta meglio fuori. Trattarle come sinonimi cancella proprio la parte più utile per un pubblico adulto.
| Outdoor education / asilo nel bosco | Friluftsliv | |
|---|---|---|
| Origine | Danimarca, anni Cinquanta | Norvegia |
| Pubblico | Soprattutto bambini in età prescolare | Tutte le età, vita adulta |
| Natura | Metodo pedagogico | Stile di vita e materia universitaria |
| In Italia | Diffuso dal 2014 (Ostia Antica) | Registrato come neologismo (2023), non ancora radicato |
Domande che mi fanno
Qual è la differenza tra outdoor education e friluftsliv?
L’outdoor education è un insieme di metodi educativi all’aperto, in Italia declinato soprattutto per l’infanzia (asilo nel bosco, di origine danese). Il friluftsliv è la tradizione norvegese della vita all’aria aperta come pratica adulta e permanente: non un metodo per insegnare ai bambini, ma un modo di vivere.
L’asilo nel bosco è una cosa italiana?
No: le esperienze di scuola nel bosco vengono dal Nord Europa, dove hanno oltre cinquant’anni di storia. In Italia il primo è l’Asilo nel Bosco di Ostia Antica, partito nel settembre 2014 dalla collaborazione fra l’associazione Manes e la scuola dell’infanzia «L’Emilio» di Acilia.
A che età si fa outdoor education?
In Italia l’offerta più strutturata è per la fascia della scuola dell’infanzia, ma il principio (imparare e stare all’aperto) non ha un’età massima: è esattamente ciò che in Norvegia si chiama friluftsliv e si pratica per tutta la vita.
Esiste un’associazione italiana per l’educazione in natura?
Sì: il Comitato per l’educazione in natura, costituito il 14 gennaio 2017 a Novara, durante il 4° Raduno Nazionale, da 15 membri fondatori.
Fonti
- L’Asilo nel Bosco APS, Ostia Antica: la storia del progetto
- Comitato per l’educazione in natura: chi siamo
- Chistolini S. “L’Asilo nel Bosco di Ostia Antica.” Nuova Secondaria Ricerca, 2015
- Treccani: friluftsliv, neologismo (2023)