Glossario del friluftsliv: le parole della vita all'aperto
capire una cultura outdoor vuol dire prima capirne le parole
In breve. Il friluftsliv non è una parola sola: è un piccolo vocabolario. Attorno alla «vita all’aria libera» ruotano termini giuridici, geografici e culturali che in italiano non hanno equivalenti diretti e che tornano di continuo quando si legge di outdoor norvegese. Quattro di questi sono definiti dalla legge norvegese, e dove è così cito la legge invece di parafrasarla. È un glossario vivo: lo aggiorno quando incontro una parola che merita un posto.
Friluftsliv
«Vita all’aria libera» (da fri libero, luft aria, liv vita): la tradizione scandinava di vivere una vita semplice a stretto contatto con la natura, come pratica adulta e per tutta la vita. La Treccani l’ha registrata fra i neologismi italiani nel 2023, con questa definizione: «Stile di vita improntato a un contatto stretto con la natura e con la ricerca di momenti di vita all’aria aperta».
La prima comparsa nota della parola è nella poesia di Henrik Ibsen På vidderne («Sulle alture»), del 1859, nella strofa in cui il giovane protagonista si sistema in montagna:
I den øde sæterstue al min rige fangst jeg sanker; der er krak og der er grue, friluftsliv for mine tanker.
Nella malga solitaria raccolgo il mio ricco bottino; c’è uno sgabello e c’è un focolare, e friluftsliv per i miei pensieri.
Qui le fonti divergono, e vale la pena dirlo: la Treccani attribuisce la creazione della parola a Ibsen nel 1850, mentre lo studio di Petter Erik Leirhaug per il convegno su Ibsen del 2009 documenta la prima occorrenza nel 1859, citando la strofa e il riferimento alle opere complete. Sulla data mi fido dello studio, che il testo lo cita. Leirhaug è comunque prudente sulla paternità, e lo sono anch’io: Ibsen «probabilmente ha introdotto per la primissima volta la parola “friluftsliv”», ma se l’abbia coniata o presa in prestito, forse dal francese la vie en plein air, resta secondo lui materia di congettura. Nell’opera di Ibsen la parola compare tre volte in tutto.
Allemannsretten
Letteralmente «il diritto di ognuno»: il diritto norvegese di libero accesso alla natura, codificato nella legge del 1957. Il § 2 lo concede in una frase sola:
I utmark kan enhver ferdes til fots hele året, når det skjer hensynsfullt og med tilbørlig varsomhet.
Su terreno incolto chiunque può transitare a piedi tutto l’anno, purché lo faccia con riguardo e con la dovuta prudenza.
Ne ho scritto a parte: allemannsretten, il diritto di accesso alla natura.
Friluftsloven
La «legge sulla vita all’aperto», del 28 giugno 1957, riferimento LOV-1957-06-28-16, che codifica l’allemannsretten nella legislazione norvegese. Il suo scopo dichiarato nomina il friluftsliv esplicitamente: tutelare il friluftslivets naturgrunnlag, le basi naturali della vita all’aria aperta, e garantire alla collettività il diritto di transito e sosta nella natura.
Utmark
Il «terreno incolto» su cui vige l’allemannsretten. La legge lo definisce come un residuo, non come un elenco, al § 1a:
Med utmark mener denne lov udyrket mark som etter foregående ledd ikke reknes like med innmark.
Per utmark questa legge intende il terreno non coltivato che, secondo il comma precedente, non è equiparato all’innmark.
In pratica: boschi, montagne e gran parte delle coste.
Innmark
Il termine che la legge definisce per primo, ed è quello che fa il lavoro vero, sempre al § 1a:
Som innmark eller like med innmark reknes i denne lov gårdsplass, hustomt, dyrket mark, engslått og kulturbeite samt liknende område hvor almenhetens ferdsel vil være til utilbørlig fortrengsel for eier eller bruker.
Sono considerati innmark o equivalenti, ai fini di questa legge, l’aia, il lotto edificato, il terreno coltivato, il prato da sfalcio e il pascolo coltivato, oltre alle aree simili in cui il transito della collettività costituirebbe un ostacolo indebito per il proprietario o l’utilizzatore.
Attenzione all’ultima proposizione. La categoria non si chiude con l’elenco: vale anche ovunque la tua presenza sarebbe un ostacolo indebito per chi possiede la terra.
DNT (Den Norske Turistforening)
L’Associazione escursionistica norvegese, fondata nel 1868 su iniziativa di Thomas Heftye. Il suo scopo dichiarato è «å fremme et enkelt, aktivt, naturvennlig og sikkert friluftsliv i skog og fjell»: promuovere un friluftsliv semplice, attivo, rispettoso della natura e sicuro nei boschi e in montagna.
È una federazione di 56 associazioni con oltre 300.000 soci al 2024. Ai soci la DNT scrive che la loro quota finanzia «merking av 23 000 km merket sti» e «vedlikehold av 600 hytter»: la segnatura di 23.000 km di sentiero e la manutenzione di 600 rifugi.
Hytte
La «baita»: la casetta di legno, semplice, immersa nella natura, e il cuore della cultura outdoor norvegese. La sola DNT ne mantiene 600, aperte agli escursionisti.
Hyttetur
La «gita in baita»: il fine settimana in una hytte immerso nella natura. È una cosa ordinaria più che speciale, ed è proprio questo il punto.
Friluftsbarnehage
L’«asilo all’aria aperta»: le scuole dell’infanzia norvegesi costruite attorno al passare la giornata all’aperto con quasi ogni tempo, sonno e pasti compresi. La percentuale di tempo che si trova citata ovunque non ha, per quanto ho cercato, una fonte primaria dietro, quindi non la riporto. La pratica è reale e in Norvegia non fa notizia; il numero che le si attacca di solito non è qualcosa su cui posso mettere la firma.
Uteskole
La «scuola all’aperto»: la pratica di tenere lezioni ordinarie nel bosco e in natura, diffusa nelle scuole norvegesi come parte normale dell’educazione, non come gita.
Domande che mi fanno
Cosa vuol dire allemannsretten?
«Il diritto di ognuno»: il diritto norvegese di accesso libero alla natura, messo per iscritto nel 1957. Il § 2 lo dà a enhver, chiunque, a piedi, tutto l’anno, su terreno incolto. Vedi l’approfondimento dedicato.
Qual è la differenza tra utmark e innmark?
La legge definisce l’innmark e tratta l’utmark come tutto ciò che resta. L’innmark è aie, lotti edificati, terreni coltivati, prati da sfalcio e pascoli coltivati, più ogni area in cui il passaggio della collettività ostacolerebbe indebitamente il proprietario. L’utmark è il residuo non coltivato, ed è lì che vale il diritto di accesso.
Cos’è la DNT norvegese?
Den Norske Turistforening, l’associazione escursionistica nazionale fondata nel 1868, una federazione di 56 associazioni con oltre 300.000 soci, che mantiene 600 rifugi e 23.000 km di sentieri segnati.
Da dove viene la parola friluftsliv?
La prima occorrenza nota è nella poesia di Ibsen På vidderne, 1859, nel verso «friluftsliv for mine tanker», friluftsliv per i miei pensieri. Se Ibsen l’abbia coniata o presa in prestito non è stabilito, e la Treccani indica una data diversa, il 1850.
Vedi anche: i benefici del friluftsliv per la salute e il friluftsliv d’inverno.
Fonti
- Lovdata: Lov om friluftslivet (friluftsloven), LOV-1957-06-28-16
- Leirhaug PE. “The Role of Friluftsliv in Henrik Ibsen’s Works.” Norwegian Journal of Friluftsliv, convegno Ibsen 150 anni, Levanger, 2009
- Treccani: friluftsliv, neologismi 2023
- Store norske leksikon: Den Norske Turistforening
- DNT: quota associativa, cifre su sentieri e rifugi